Avviso dalla Svizzera

Il liberista con il pilota automatico direbbe di no, che è una follia mettere un tetto agli stipendi dei manager anche privati con un referendum come succederà in Svizzera sabato prossimo (i sondaggi dicono che gli elvetici voteranno in maggioranza a favore del tetto). Spiegherebbe che se si mette un limite per legge agli stipendi poi i manager capaci emigrano verso altri lidi, dove possono sperare di essere remunerati meglio per le loro capacità. Il punto è che una settimana fa è uscita la notizia dei sessanta milioni di euro di buonuscita per Daniel Vasella, numero uno della farmaceutica Novartis.
20 AGO 20
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Il liberista con il pilota automatico direbbe di no, che è una follia mettere un tetto agli stipendi dei manager anche privati con un referendum come succederà in Svizzera sabato prossimo (i sondaggi dicono che gli elvetici voteranno in maggioranza a favore del tetto). Spiegherebbe che se si mette un limite per legge agli stipendi poi i manager capaci emigrano verso altri lidi, dove possono sperare di essere remunerati meglio per le loro capacità. Il punto è che una settimana fa è uscita la notizia dei sessanta milioni di euro di buonuscita per Daniel Vasella, numero uno della farmaceutica Novartis. Ora gli azionisti di Novartis vogliono bloccare la mega elargizione e minacciano di trascinare il consiglio di amministrazione dell’azienda in tribunale, segno che la turboliquidazione di Vasella, in gioventù studente trotzkysta poi evidentemente redento al capitalismo, non rientra nei canoni del sano funzionamento del mercato. Persino il capo dell’Associazione industriael svizzera, Rudolf Wehrli, si è detto “indignato” (il capo dell’Associazione industriale svizzera: si poteva trovare uno stereotipo più bieco? Ecco, persino lui). Il capo dei liberisti svizzeri ha detto: “Come se ci avesse sparato in un piede”. Tanto che il Vasella stesso, per oliare la procedura a questo punto imbarazzante, ha detto che devolverà una parte dei soldi in beneficenza: ma suona come una parziale ammissione che il compenso è arbitrario e non legatissimo ai meriti sul campo del management. Insomma, avvertimento dalla Svizzera: il sistema dovrebbe essere in grado di regolarsi da solo, ma quando non lo è interviene un meccanismo di compensazione per eccesso.